EMERGENZA DISCARICA, ovvero tutti i nodi vengono al pettine
Pubblicato il | marzo 8, 2010 | Nessun commento
Nell’ultima seduta del consiglio comunale si è discusso il punto relativo alla situazione della discarica dei rifiuti del nostro bacino che è ormai al collasso. Ma come si è giunti a questa situazione e di chi è la responsabilità?
Le maggiori responsabilità dell’attuale situazione di emergenza gravano sui sindaci e sugli amministratori in generale. Sono loro che hanno la gestione del consorzio e che decidono le linee di indirizzo che la SIA (Società di Igiene Ambientale) deve poi eseguire. Sono loro che devono garantire all’interno dei singoli comuni l’attuazione delle decisioni prese.
Sono loro che in tutti questi anni hanno lasciato che i nodi venissero al pettine senza fare nulla per prevedere il disastro e cercare di invertire la rotta.
Era chiaro ormai da tempo che, continuando con l’attuale ritmo di produzione crescente di rifiuti e non facendo nulla per ridurre la
quantità dei rifiuti conferiti in discarica attraverso la raccolta differenziata, si sarebbe arrivati velocemente al tracollo.
Così è stato. Mancano pochi mesi al punto zero: il momento cioè in cui anche l’ultimo sopralzo dell’ultimo lotto sarà colmo e il nuovo lotto non sarà ancora disponibile (la sua disponibilità è prevista tra un anno e mezzo, nel migliore dei casi).
Cosa chiediamo ai nostri amministratori
e al nostro sindaco?!!
Basta con la politica delle emergenze. Bisogna affrontare il problema con lungimiranza e coraggio.
Due sono le cose da fare subito:
1. Attuare politiche concrete di riduzione dei rifiuti. La quantità di rifiuti da imballaggi rappresenta circa il 60% del volume totale. E’ fondamentale partire da questi se si vuole aggredire il problema, attraverso campagne di sensibilizzazione sull’uso di contenitori riciclabili e l’acquisto di prodotti non usa e getta, tornando al vuoto a rendere (acqua, vino, olio) e alla vendita delle merci sfuse o alla spina (latte e detersivi).
Si potrà anche sperimentare la possibilità di vietare con ordinanza del sindaco l’uso delle buste e delle bottiglie di plastica su tutto il territorio comunale.
2. Raggiungere in breve tempo il 45% di raccolta differenziata, stabilito dalla Legge Ronchi (a tal proposito è incredibile osservare quanto poco la legge sia rispettata in Italia, anche da chi ha basato la propria campagna elettorale sulla legalità!!!). A San Ferdinando la percentuale di raccolta differenziata è del 9%.
Come si fa? Con la RACCOLTA DIFFERENZIATA “PORTA A PORTA”.
Dallo studio dei vari sistemi di raccolta appare chiaro che la maggior parte dei comuni italiani che hanno alte percentuali di raccolta differenziata (dal 50 al 85 %) praticano il sistema porta a porta.
Comuni come Montebelluna (TV) e Maserada sul Piave con l’introduzione della raccolta porta a porta sono riusciti a far crescere la loro raccolta differenziata dal 49% del 2002 all’85%: una percentuale da noi inimmaginabile.
La produzione procapite dei rifiuti è calata da 280 kg (2002) a 100 kg.
(2004). Ciò si è tradotto in 5 mila tonnellate in meno conferite in un anno in discarica, e – nonostante un maggior costo della raccolta porta a porta – in un risparmio per il Comune di circa 472 mila euro. I cittadini di Montebelluna, con la raccolta porta a porta, hanno visto diminuire le bollette per i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) dell’11,6%. Niente male!
I vantaggi del porta a porta sono:
- La scomparsa dei cassonetti nelle strade con tutto ciò che ne deriva in igiene, pulizia ed estetica; maggiore responsabilizzazione del cittadino che è costretto a selezionare i rifiuti in casa prima di metterli fuori al momento del passaggio degli operatori; aumento esponenziale della raccolta differenziata e diminuzione del costo di conferimento.
- Con il sistema porta a porta sarà possibile avviare la raccolta dell’umido (gli avanzi del cibo, lo sfalcio, tutto ciò che è organico). Solo questo farebbe schizzare subito la percentuale oltre il 30% e finalmente farebbe funzionare la linea di compostaggio presso la discarica.
- A medio termine sarà possibile, infine, applicare il sistema della tariffa basata sulle quantità di rifiuti prodotte dalle singole famiglie, mediante sistemi di controllo e pesatura già in atto in altri comuni. Questo sarebbe un ulteriore incentivo alla riduzione e separazione dei rifiuti.
Amministratori, assumetevi le vostre responsabilità, fate il vostro lavoro e, per favore ,
SMETTETELA DI PENSARE
AGLI INCENERITORI !!!
Sono una cura peggiore del male e NOI non vi lasceremo mai realizzare impianti ormai riconosciuti come altamente pericolosi per la salute e l’ambiente.
Oltretutto, il Consiglio comunale si è già espresso all’unanimità contro gli impianti a biomasse perché possono bruciare anche rifiuti!!!
Il Movimento Cittadinanza Attiva per un Comune Virtuoso
Tags: barletta-andria-trani > gestione rifiuti > Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso > Politica > raccolta differenziata > raccolta differenziata porta a porta > rifiuti > risparmio > san ferdinando di puglia
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