Barletta, “collettivo EXIT” ore 17.30: tutte le associazioni si incontreranno per un dibattito sulle centrali termoelettriche a biomassa
Pubblicato il | febbraio 6, 2010 | No Comments
Incontro con tutte le associazioni e i liberi cittadini che vogliono ribadire il loro no a questa centrale e a tutti i danni alla salute pubblica che potrà provocare, in questo incontro potremo definire linee comuni d’azione, e comprendere se i fini di ognuno di noi sono gli stessi, un momento di confronto su un tema scottante che riguarda tutta la collettività!
Mappa: via Mariano Sante, 37 – Barletta
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Trinitapoli, auditorium dell’Assunta ore 18.00: dibattito sulla Centrale Termoelettrica a Biomassa
Pubblicato il | febbraio 5, 2010 | No Comments

Oggi venerdi 5 Febbraio ore 18.00 presso l’auditorium dell’Assunta di Trinitapoli si terrà un dibattito per discutere della costruzione di una Centrale Termoelettrica a Biomassa tra Trinitapoli e San Ferdinando. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini di San Ferdinando e Trinitapoli.
Mappa: Via Marconi, Trinitapoli.
Visualizzazione ingrandita della mappa
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La corsa all’energia
Pubblicato il | febbraio 4, 2010 | No Comments
La notizia della possibile costruzione di una grande centrale elettrica a tre km da San Ferdinando sta giustamente preoccupando la popolazione del nostro paese. Su iniziativa di quattro associazioni è stato prodotto un documento di condanna (vedi allegato) di questa eventualità che è stato sottoscritto da tutte le forze politiche locali, da sinistra a destra. Questo è un fatto positivo. Finalmente i politici hanno saputo mettere da parte le loro polemiche non sempre motivate da reali differenze di posizione, per dare una risposta unitaria su un problema.
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. A nostro avviso sarà necessario riflettere ancora molto sulle tematiche dell’energia e sul proliferare delle centrali elettriche a biomasse a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi nel nostro territorio. Stanno, infatti, nascendo come funghi idee e progetti di centrali in tutti i comuni della BAT e dintorni: a Trinitapoli pare che accanto a quella di 56 MW se ne preveda un’altra top secret di 10 MW; a Cerignola, oltre a quella già in costruzione di Borgo Tressanti, pare sia pronta un’altra centrale su via Zapponata di cui nessuno sa niente. A Barletta è venuta fuori per caso la notizia dell’approvazione da parte del sindaco Maffei (sinistra) di un progetto di centrale a biomasse liquide di 36 MW su via Foggia (cioè verso San Ferdinando); a Canosa si combatte da mesi per non far costruire una centrale da 13 MW, sponsorizzata dal sindaco Ventola (destra). A Trani la battaglia contro un progetto di centrale da 18 MW è in pieno corso e così a Molfetta e così in altre città.
Pare scoppiata la corsa all’energia. Perché? Solo per gli incentivi sull’energia da fonti rinnovabili?
Perché le biomasse sono considerate rinnovabili? Non è facile rispondere a queste domande. La legge ha stabilito così. E ha stabilito anche che biomassa è un po’ tutto, dal legno alla sansa, dagli oli esausti al letame, dalla vinaccia ai rifiuti. Da centrale elettrica ad inceneritore il passo è breve, purtroppo.
Perché il Movimento per un Comune Virtuoso è contrario a queste centrali a biomasse?
Per diversi motivi.
1. Perché non c’è in Puglia sufficiente biomassa per alimentare centrali così grandi e sarà necessario farla arrivare dall’Africa o dall’Oriente con ulteriori danni all’ambiente di quei paesi e altro inquinamento dovuto al trasporto con nave dell’olio combustibile.
2. Non è del tutto corretto dire che le biomasse sono una fonte rinnovabile. È vero che gli alberi ricrescono sempre. È anche vero che ci mettono decenni per crescere e solo pochi minuti per essere bruciati. Quindi, col tempo gli alberi finiranno e non avremo più niente da bruciare.
3. Se utilizziamo tutta la biomassa disponibile per produrre energia cosa daremo al suolo per renderlo fertile? Come si chiuderà il cerchio della natura?
4. Quando le biomasse bruciano producono CO2 e tanti altri pericolosi inquinanti. Ce ne accorgiamo quando ci mettiamo vicino ad un caminetto. Pensate un po’ vicino a ciminiere alte 35 metri!
5. La Puglia produce già il doppio dell’energia utile al suo fabbisogno. Chi ha deciso che dobbiamo diventare una regione a vocazione “elettrica”?
6. Non è di grandi centrali che abbiamo bisogno ma di tante piccole fonti di energia su ogni casa e su ogni palazzo pubblico affinché ognuno produca da sé la propria energia. Si chiama autosufficienza energetica e si può fare. Come al solito in Germania l’hanno fatto. Alcuni comuni si sono inventati una loro rete elettrica dove ogni cittadino contribuisce con il proprio generatore, quasi sempre ad energia solare.
Appare chiaro come il problema sia tutt’altro che semplice e scontato. C’è molta disinformazione in giro e coloro che vogliono fare affari sull’energia vorrebbero che tutto rimanesse nascosto. A noi spetta il compito, invece, di informare e far discutere. La terra e l’aria sono nostre. Proteggiamole.
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Rotonde e “Rotonte” – Civitanova Marche e San Ferdinando di Puglia (2)
Pubblicato il | gennaio 30, 2010 | No Comments

Rotonde e “Rotonte” – Civitanova Marche – San Ferdinando di Puglia. Come si fanno o non si fanno le rotatorie.
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Rotonde e “Rotonte” – Civitanova Marche e San Ferdinando di Puglia
Pubblicato il | gennaio 30, 2010 | No Comments

Rotonde e “Rotonte” – Civitanova Marche – San Ferdinando di Puglia. Come si fanno o non si fanno le rotatorie.
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Il Movimento incontra gli agricoltori sulla crisi agricola
Pubblicato il | gennaio 18, 2010 | No Comments
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NO ALLA MEGA CENTRALE, INCONTRO AL CENTRO CULTURALE POLIVALENTE DI SAN FERDINANDO DI PUGLIA
Pubblicato il | gennaio 14, 2010 | No Comments
Forum Ambientalista – Legambiente – Ass. Medici per l’Ambiente ISDE – Mov. Cittadinanza attiva per un Comune virtuoso
NO ALLA MEGA CENTRALE
Le Associazioni locali Forum Ambientalista, Legambiente, Medici per l’Ambiente e Movimento Cittadinanza attiva per un Comune Virtuoso, si sono incontrate in data 10-1-2010 a San Ferdinando con all’ordine del giorno la questione relativa alla richiesta di autorizzazione per una centrale a biomasse nel vicino territorio di Trinitapoli.
In particolare si è preso atto che –con comunicazione ufficiale sul Bollettino della Regione Puglia del 7/1/2010- si è dato il via al processo autorizzativo, con la procedura di valutazione di impatto ambientale, finalizzato alla realizzazione ed all’attività di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica da olio vegetale crudo di potenza elettrica pari a 56 MWe, localizzato nel Comune di Trinitapoli in Contrada Pezzarosa, ad opera di un gruppo imprenditoriale denominato “Energie Verdi Trinitapoli” con sede legale in Trani.
Si tratta di un impianto di grande taglia che pone una serie di gravi problemi ecologici, sociali, economici e sanitari alle comunità cittadine dei comuni interessati, in modo particolare a quella di San Ferdinando, a poche centinaia di metri dalla periferia del cui abitato si intende costruire la centrale.
Peraltro, la relativa carenza della quantità di biomasse necessarie e sufficienti per garantirne l’esercizio a pieno regime insieme al dimensionamento dell’impianto stesso creano le (pericolose) premesse perché in breve tempo tale centrale cominci ad incenerire non solo olii di vario genere ma anche molti altri materiali di scarto, fra cui CDRQ vale a dire Combustibili Derivati da Rifiuti di Qualità (che poi significa rifiuti cittadini).
Tutto questo, con gravi conseguenze per la nostra economia agricola, per la nostra produzione di qualità, per il nostro turismo e –principalmente- per la salute di tutti i cittadini di San Ferdinando e di Trinitapoli.
Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste Sanferdinandesi denuncia alla città, alle forze politiche e sociali questo tentativo di trasformare San Ferdinando in un inceneritore di sansa, olio e rifiuti urbani e chiede al sindaco di attivarsi immediatamente e senza indugi al fine di bloccare l’iter della costruzione della centrale, anche con il coinvolgimento del sindaco di Trinitapoli.
Infine organizza per venerdì 15 gennaio alle ore 19,00 una Assemblea Cittadina presso l’Auditorium del Centro Culturale Polivalente con all’ordine del giorno l’approfondimento della questione e la organizzazione delle più adeguate misure.
Tutti i cittadini, i partiti politici, le associazioni, le forze sociali e sindacali sono invitati a partecipare.
Il coordinamento delle Associazioni Ambientalisti
di San Ferdinando di Puglia
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Raccolta differenziata nella BAT: Trinitapoli al primo posto, Minervino maglia nera
Pubblicato il | gennaio 11, 2010 | No Comments

Raccolta differenziata porta a porta (Trinitapoli)
TRINITAPOLI – Trinitapoli è al primo posto, tra i Comuni della Provincia di Barletta-Andria-Trani, per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti. La media, da gennaio a luglio scorso, è del 24,70 %, migliorando quella del 2008 di ben 10 punti in percentuale. (Guarda il VIDEO)
Si tratta di dati ufficiali, pubblicati dall’assessorato regionale all’Ecologia. Non riesce a decollare, invece, la differenziata negli altri due Comuni ex foggiani. A San Ferdinando, pur migliorando di circa tre punti rispetto all’anno precedente, è dell’11,89%. A Margherita di Savoia i dati riferiscono di una situazione preoccupante con un 9,08%, comunque superiore al 7,47% del 2008.
Ma le cose non vanno meglio nei Comuni di derivazione barese. La maglia nera tocca a Minervino Murge con un eloquente 2,70% rispetto al 4,55% del 2008. Segue Spinazzola, dove si registra anche qui un arretramento: 3,49% rispetto al 4,58 precedente. Dietro Trinitapoli, sia pure a distanza, si posiziona Barletta con una percentuale del 19,55%. Al terzo posto Andria con il 15,86%. L’altro co-capoluogo, Trani riesce a differenziare solo l’11,42%. Infine, Bisceglie e Canosa raccolgono, rispettivamente, il 15,57% e il 12,41%.
I risultati ottenuti dal Comune di Trinitapoli sono da ascrivere alla sperimentazione della raccolta “Porta a Porta”, che, al momento, interessa un popoloso quartiere della città. L’iniziativa, assunta in collaborazione con l’Ato Fg/4, nonostante qualche difficoltà e iniziale scetticismo, dato il suo carattere innovativo, ha permesso non solo di migliorare il servizio, l’estetica urbana e l’igiene, ma soprattutto di eliminare gli inconvenienti legati alla presenza di bidoni e cassonetti.
“Il successo della raccolta porta a porta – dichiara il sindaco Ruggero di Gennaro – va addebitato essenzialmente alla collaborazione dei cittadini, senza la quale non sarebbe stato possibile registrare l’efficacia dell’iniziativa”. L’obiettivo è di estendere tale servizio anche ad altri quartieri, fino alla copertura totale della città.
GAETANO SAMELE
Fonte: Corriere dell’Ofanto
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Rifiuti Zero
Pubblicato il | gennaio 8, 2010 | No Comments
La gestione dei rifiuti è il banco di prova su cui si gioca molto spesso l’immagine e la credibilità di un’amministrazione comunale.
In Italia, il consumo pro capite di rifiuti è di 492 kg/anno e la loro produzione è in continua crescita.
Ma la raccolta differenziata stenta a decollare ed oggi interessa solo il 15% dei rifiuti prodotti dagli italiani, mentre il 74% finisce in discarica, il 9,4% negli inceneritori e il 3,4% è compostato, con la lodevole eccezione di quei 600 comuni italiani con una raccolta differenziata che supera il 35% e di quelle rare municipalità virtuose che addirittura arrivano al 75-85%.
San Ferdinando conferisce ogni anno in discarica circa 6 milioni di kg. di rifiuti indifferenziati.
Trasformare i rifiuti da problema in risorsa dipende dalla volontà, dalla competenza e dall’intelligenza di tutti noi.
La maggior parte dei cittadini giudicano l’operato del sindaco in materia di rifiuti attraverso parametri soprattutto esteriori, come pulizia delle strade, accumulo dei rifiuti intorno ai cassonetti, ecc, ma sono sempre più quei cittadini che hanno imparato a valutare anche altri elementi: se si fa o meno la raccolta differenziata, se si mettono in atto iniziative concrete e campagne educative per la riduzione dei rifiuti, qual è la percentuale di rifiuti raccolta separatamente.
L’unica via di uscita da discariche ed inceneritori, oltre alla riduzione dei rifiuti alla fonte e il riutilizzo, è la RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA.
L’attuale sistema di raccolta differenziata con i cassonetti stradali non permette di superare la percentuale del 35%, mentre la media italiana è del 15%. A San Ferdinando la percentuale di raccolta differenziata è del 7%. La raccolta porta a porta permette di raggiungere percentuali di raccolta differenziata molto elevate, fino all’85%.
Ed ora vediamo un esempio di comune virtuoso che ha intrapreso la Raccolta differenziata porta a porta raggiungendo la percentuale dell’85%.
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Vetero ambientalismo da Arbre Magique
Pubblicato il | gennaio 8, 2010 | No Comments
Nella veste di promotori del “progetto abbattimento della recinzione del Parco Comunale Giuseppe Di Vittorio” di San Ferdinando di Puglia plaudiamo con entusiasmo alla decisione dell’Amministrazione Puttilli di smantellare il recinto che, per decenni, ha precluso, di fatto, ai cittadini la fruizione dell’unico spazio verde del paese.
Bravi! Questa è una scelta evolutiva che profuma di futuro, una discontinuità sulla linea involutiva che ha caratterizzato il passato e grava sul presente del nostro paese. Finalmente verrà scartata la “bomboniera” che fino ad oggi, per lunghi anni, si è voluta protetta ed intatta come perla preziosa, preservata dalla temibile “furia distruttrice” del barbaro sanferdinandese medio che, come tutti sapranno, nell’immaginario di una certa politica d’antan, è depositario dei peggiori vizi e capace dei peggiori crimini: distruggere-drogarsi-spacciare-baciare-bruciare-spararemiccette-giocareallegramenteapalla… Tolta di mezzo la recinzione potranno inverarsi i peggiori incubi che popolano il sonno, questo sì inquietante, dei politici locali.
Per sgombrare il campo da timori infondati, la moderna sociologia urbana ci dice che strade e parchi riconsegnati alla gente e frequentati sono ambienti urbani più sicuri, come dimostrano le esperienze positive delle città che hanno mutato la loro concezione del verde pubblico integrandolo nel paesaggio urbano, fondendolo senza soluzioni di continuità (recinzioni, muretti e barriere) con i marciapiedi, le piste ciclabili, le strade sottratte al monopolio radicale delle automobili.
Si potrebbe qui inserire un lungo elenco di paesi virtuosi che in Italia o all’estero hanno progettato e realizzato parchi urbani attraenti e ricchi di opportunità senza alcuna recinzione. Per brevità non lo faremo.
Purtroppo, nel nostro paese scelte coraggiose di rottura col passato sono facile bersaglio da parte di una opposizione bastiancontraria che gioca a far politica e predilige le tinte forti, la sterile polemica ad oltranza ed incasella le persone e gli eventi nelle categorie manichee del bianco-nero, del buono-cattivo, del giusto-sbagliato fluttuanti a seconda del momento e della convenienza personale.
Chi afferma che abbattere la recinzione del Parco comunale sia una “stupidaggine” è lo stesso che, quindici anni fa affermava che la campagna popolare per chiudere la discarica abusiva e fumante – che ha avvelenato per anni il paese spargendo diossina e seminando cancro – era anch’essa una “stupidaggine”. Oggi come ieri simili opinioni sono fuori dalla storia.
Questa opposizione malevola, distruttiva ed in fondo autolesionista, ha fatto decisamente il suo tempo. Se fino a ieri poteva pagare in termini di consensi elettorali, oggi non più.
I tempi stanno cambiando. C’è chi se ne accorge e chi no. L’opposizione costruttiva, propositiva, fondata sulle cose da fare e motivata dal conseguire il bene del paese, alla lunga paga. Ma certa gente l’ha mai sperimentata?
Per farlo occorre abbandonare le vecchie certezze, le abitudini e i comportamenti del passato. Suggeriamo una possibile cura. Scendere dall’automobile, inforcare una bicicletta e muovere le gambe arrugginite stantuffando alternatamente sui pedali e lasciandosi condurre dal mezzo in un bel giro panoramico della città.
La condizione privilegiata del neociclista in movimento per le strade del paese permette un radicale cambio prospettico e percettivo del reale. Le vie solcate dai pneumatici sottili assumono un aspetto decisamente nuovo, la mente si libera, il respiro si espande, lo sguardo si allunga e lo spirito dell’ambientalismo moderno si infonde come per magia nel cuore del ciclista dal manubrio e dal sellino per osmosi. Il miracolo si compie. Il vetero ambientalismo da arbre magique è superato. Requiescat in pace. E’ nato l’uomo nuovo! Fuori dalla ferraglia sfumacchiante con abitacolo insonorizzato e vetri fumé, con la quale ogni giorno si sposta in paese, uscito da quel luogo di deprivazione sensoriale che è l’automobile, la città è vista sotto una luce nuova. Dall’alto della sua fiammante bicicletta, con tutti i sensi all’erta, si accorge così che il parco comunale, anche se chiuso, è frequentato da bambini e ragazzi “eroici” che, come piante pioniere che rompono il cemento, sfidano il divieto, scavalcano la recinzione e giocano o amoreggiano nel giardino.
Capirà che gli spazi ampi non sono poi così spaventosi e che il sequestro di natura operato dalla politica locale negli ultimi 10 anni, con la chiusura del Parco comunale, è una violazione dei diritti umani fondamentali di tutti i sanferdinandesi. E’ una violenza inaudita. E’ un attentato al benessere psicofisico collettivo. Una castrazione della creatività umana.
Quando penso che le folgorazioni e le migliori idee delle più grandi menti della storia sono state partorite passeggiando o pedalando piacevolmente nella natura urbana o selvaggia e i colloqui decisivi dei più grandi leader sono avvenuti passeggiando nei parchi mi convinco ancor più che questa inciviltà va combattuta. Ma come? Aprendo semplicemente i cancelli del Parco ed esponendo la cittadinanza al rischio, molto concreto, che un amministratore presente o futuro la richiuda per altri 10 anni? No! Quell’immonda recinzione va abbattuta. Punto. Il processo di restitutio in integrum di quello spicchio di natura va spinto fino in fondo.
Una splendida opportunità si dischiuderebbe per la cittadinanza con la caduta della recinzione del Parco comunale, a vent’anni esatti dalla caduta di un altro muro, quello di Berlino.
Matteo Della Torre
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